Risale agli onori delle cronache Alberto Mezzini, l'ex patron di Uni Land, spa bolognese assurta a fama nazionale dopo il crac nel 2011, ma già notissimo a molti esponenti della Rete della Resistenza sui Crinali per le sue attività nel settore eolico sulla montagna bolognese. Questa volta è stato arrestato per una truffa sul fotovoltaico, ma il suo errore di base è stato quello di insistere a cercare rogne di fronte ad un comitato anti-eolico molto determinato (e che si avvale di un legale molto esperto nel settore delle energie rinnovabili) come quello di Via le pale dall'Acqua Fresca.

Di solito succede per caso. Stai cercando una cosa e ne trovi un’altra. E’ stato così anche per Energia Verde. Stavo cercando della documentazione su una PAS rilasciata a Vergato quando mi imbatto in un’altra PAS rilasciata a Monghidoro per un mini-eolico in località “Le Valzole”. Quello che mi incuriosisce è il nome del Progettista : Alberto Mezzini.

Chiedo aiuto ad un amico commercialista che mi fa avere la visura camerale. Qui le cose si fanno davvero strane… Quest'azienda è di proprietà al 100% di Mila Real Estate s.a. che ha sede in Lussemburgo, in Avenue de la Faiencerie al numero 75, a pochi civici dalla sede della Cem Lux s.a., la holding lussemburghese fondata a fine anni Novanta proprio da Alberto Mezzini.

Allora riavvolgo il nastro.

 

Alberto Mezzini è l’ex patron di Uni Land, spa bolognese attiva nel settore immobiliare nota ai più per il suo crac: nel febbraio del 2011 viene arrestato per reati che vanno dal falso in bilancio all'aggiotaggio e all'insider trading. Dietro alle sue molteplici società c'era solo un castello di carta. Nel 2015 patteggia una pena complessiva di tre anni, oltre all'inabilitazione all'esercizio di impresa commerciale e l'incapacità ad esercitare uffici direttivi per 10 anni, più un anno di incapacità a contrattare con la pubblica amministrazione. 

Ma è anche il progettista della “I Mulini srls” che è di Mario Mezzini, fratello di Alberto, amministratore unico che ha l'80% e di Isabella Tonini, moglie di Alberto che ha il 20%. Questa è la società sta cercando di realizzare un impianto mini-eolico a Monzuno in località Acqua Fresca di cui abbiamo già parlato ( Pale, pale come se piovesse! ).

Della notizia informo anche il nostro avvocato, l’Avv. Gualandi, viste le vertenze al TAR che ci vedono opposti al comune di Monzuno, al SUAP e naturalmente alla “I Mulini srls”.

Ai primi giorni di ottobre sul Resto del Carlino la notizia : arrestato Alberto Mezzini.

L’impianto è sempre quello, “Le Valzole”, ma la truffa è sul fotovoltaico. La Procura ci arriva da segnalazioni di operazioni sospette nei movimenti bancari ma la società è sempre quella Energia Verde Srl.

Costituita nel 2005 ha visto tra i suoi amministratori lo stesso Alberto Mezzini dal 2009 al 2011 oltre ad annoverare tra i soci varie società dell’allora galassia UNI Land tra cui Uni Re Holding srl e Solar Energy Spa.

I Finanzieri hanno accertato che Mezzini ha sfruttato le società rimaste fuori dall’inchiesta, quelle dell’eolico e del fotovoltaico, per continuare a portare avanti i suoi affari.

Effettivamente anche nella “I Mulini srls” ci sono state delle operazioni a dir poco originali : dal bilancio chiuso al 31 dicembre 2016  si evinceva che la società aveva sofferto una perdita di 87.639 euro e che c’erano debiti per euro 614 mila. Di tali debiti euro 272 mila residuano da una partita molto più grossa pari a ben euro 247 milioni derivanti da un debito di terzi che la società si sarebbe accollata in riferimento ad una causa per danni, come evidenziato nella nota integrativa al bilancio 2015; situazione certamente anomala per una società con un capitale sociale di euro 500,00 ed un fatturato che nel 2016 è di soli euro 16 mila!

Come citato poi nella nota integrativa al bilancio 2016 della Mulini srls, la sopracitata operazione di accollo del debito rimanda alla società A.M.H. srl, ossia la Alberto Mezzini Holding, cancellata nel settembre 2017; una società di proprietà della Cem Lux sarl lussemburghese, a sua volta sempre di proprietà di Alberto Mezzini.

Ma torniamo a “Le Valzole”, è stato scoperto dalle email il raggiro ai danni del Gse per far risultare attivo l’impianto entro la data utile ad ottenere gli incentivi, in realtà a quella data non erano ancora state acquistate parti dell’impianto necessarie al funzionamento.

Ma il meglio deve ancora venire perché, alla verifica degli ispettori del Gse, Mezzini ed i complici avrebbero raccontato che l’impianto era stato smantellato per alcuni giorni per consentire dei lavori e quindi per ragioni di sicurezza non sarebbe stato possibile accedervi mentre l’ispezione alle tre cabine elettriche non era possibile perchè il Mezzini si era dimenticato le chiavi…

D’altra parte siamo nel Paese del ragionier Girolamo Scamorza, del signor Decio Cavallo e della Fontana di Trevi…

 

 

Collegato alle email mi viene in mente un altro fatto: proprio in una email accompagnatoria per un’integrazione al SUAP degli atti riguardanti l’impianto di Acqua Fresca si legge :

 

Preciso infine in qualità di direttore dei lavori, che gli stessi lavori sono stati sospesi a far data dall'avvio del vostro procedimento in autotutela, a seguito del quale è intervenuta la vostra polizia municipale a certificare lo stato di avanzamento lavori, da allora nessuna lavorazione è stata eseguita e i lavori resteranno fermi fino al temine della presente istruttoria come da vostre disposizioni;

Non sono stati eseguiti nemmeno i lavori di rifacimento della pala poichè si è ritenuto di non dover accedere in un cantiere sotto l'attenzione del comitato "via le pale dall'acquafresca"

distinti saluti

Ing. Alberto Mezzini

 

Ecco : “sotto l’attenzione” forse avremmo potuto vedere delle cose che non dovevamo vedere ?

O forse era un goffo tentativo di preparare il terreno per una causa di risarcimento danni visto il ricorso presentato al TAR dalla società “I Mulini srls” contro il Comune di Monzuno, il SUAP ed il Comitato ?

Giova inoltre ricordare che da più parti in quel periodo giungevano voci, anche autorevoli come quella del Sindaco, che la “I Mulini srls” avrebbe potuto richiedere i danni per il fermo del cantiere agli iscritti al Comitato.

Solo attraverso un comunicazione molto determinata e grazie alle indicazioni del nostro Legale siamo riusciti a chiarire agli iscritti ed a chi voleva farlo, che non avrebbero corso dei rischi in tal senso.

Questo e molti altri sono gli aspetti comunicativi, legali e tecnici con cui in questi anni ci siamo dovuti confrontare in questa battaglia ancora lontano dall’essere conclusa.

 

Giovanni Brussato

Comitato "Via le pale dall'Acqua Fresca"

@vialepaledallacquafresca