Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, sul Mattino di oggi: “Pensare che nei prossimi 10 anni la capacità eolica possa raddoppiare, senza incentivi e con la forte opposizione di oggi, è come sognare”. E' dunque a causa della nostra "forte opposizione" che le porcherie che Lorsignori hanno in mente non hanno avuto e non avranno scampo. Questa constatazione è per noi una involontaria decorazione al valor civile. Se si lamentano della forte opposizione "di oggi" non sanno che cosa li aspetta domani... A cominciare dalle elezioni europee del 26 maggio, quando negheremo il voto ai 5 Stelle (a Roma sfacciatamente amici dell’Anev) che oggi comandano (si spera ancora per poco) ai ministeri dello Sviluppo (Di Maio) e dell’Ambiente (Costa). 

 

La "Rete resistenza crinali" è stata evocata come esempio delle "opposizioni" alle pale eoliche da Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, sul Mattino di oggi nell’articolo dal titolo “Se l’energia eolica è cara ma necessaria”.

Il professor Tabarelli (si deduce) si è recato a Casoni di Romagna dove ha avuto un incontro ravvicinato con le pale dell’Agsm che “fanno un rumore che intimorisce” (prendete nota di questa testimonianza disinteressata della rumorosità delle pale per un prossimo futuro, quando verranno proposti aerogeneratori ancora più grandi).

Col suo articolo, il professor Tabarelli ci vuole fare capire che le pale, nonostante siano rumorose, facciano schifo, costino un’esagerazione eccetera eccetera, devono essere montate comunque perchè “gli obiettivi che si è data l’Europa verso la completa decarbonizzazione implicano una loro forte espansione” (questo dovrebbe essere di monito alle associazioni ambientaliste nostre amiche che chiedono la “decarbonizzazione integrale” ed in particolare a chi di recente – incredibilmente – ha persino aderito all’indegna immolazione mass-mediatica della povera “piccola Greta” inscenata dagli speculatori della “green economy”).

Quindi, secondo Tabarelli, ci possiamo mettere il cuore in pace e lasciarci impalare. L’unico problema, per lui, è dove trovare i soldi per incentivare le pale da installare nel 2030, visto che saranno necessari incentivi ben superiori a quelli passati (lui stesso ammette che si dovrà installare in 10 anni la stessa quantità di pale in più (in realtà dovrà essere il 150% in più) rispetto a quelle montate in venti anni (lui dice trenta, ma quelle installate prima degli incentivi rappresentavano una quantità irrilevante).

Da notare che Tabarelli, tra gli esperti di energetica di vaglia, è uno dei maggiori critici delle politiche delle Fer elettriche non programmabili  seguite finora dai governi italiani. E quindi: se tanto mi dà tanto...

Lo stesso Tabarelli, però, è scettico sui risultati al 2030. Infatti scrive: “Pensare che nei prossimi 10 anni la capacità possa raddoppiare, senza incentivi e con la forte opposizione di oggi, è come sognare”. In realtà gli incentivi si troveranno. A Roma stanno lavorando proprio su questo (lo strumento individuato sono quei PPA che vengono evocati nell’articolo e per i quali alla fine sarà prevista una garanzia pubblica) perchè proprio gli incentivi - enormi - sono il vero motivo di tanto affaccendarsi al ministero dello Sviluppo economico (soprattutto) ed in quello dell’Ambiente.

Come scrivono gli Amici della Terra nell’ultimo numero dell'Astrolabio sulla recente (tendenziosa e imbarazzante sia nella forma che nella sostanza) “Pubblica Consultazione” sul Piano Energia Clima nell'articolo "Tante Preghiere, Poca Politica":

"Il dibattito continua a svolgersi fra addetti ai lavori e la Consultazione si è svolta su un questionario predisposto dal ministero per lo Sviluppo economico che limita l’oggetto del confronto ai suggerimenti per rendere più accettabili alle popolazioni locali programmi che sono dati per scontati nella loro impostazione e definizione".

Il vero problema irrisolvibile per i Lorsignori dei ministeri è dunque “la forte opposizione di oggi”.

AMICI DEI COMITATI: SI STA PARLANDO DI NOI! E’ A CAUSA DELLA NOSTRA “FORTE OPPOSIZIONE” CHE LE PORCHERIE CHE HANNO IN MENTE NON HANNO AVUTO E NON AVRANNO SCAMPO. Questa constatazione di Tabarelli è per noi una involontaria decorazione al valor civile. Ne prendiamo orgogliosamente atto. Ma SE SI LAMENTANO DELLA FORTE OPPOSIZIONE “DI OGGI”, NON SANNO CHE COSA LI ASPETTA DOMANI.

A questo proposito, e tanto per cominciare, vorremmo ricordare a tutti gli anti-eolici di Italia che tra due settimane si voterà per le Europee e che i Signori del Movimento 5 Stelle (a Roma sfacciatamente amici dell’Anev) che oggi comandano (si spera ancora per poco) ai ministeri dello Sviluppo (Di Maio) e dell’Ambiente (Costa) NON avranno il nostro voto.

Alberto Cuppini