Mentre i grillini fanno grande sfoggio mediatico di giustizialismo nella loro nobile crociata contro gli evasori, alcuni loro senatori introducono surrettiziamente nel "DDL Impresa"un emendamento per una sanatoria favorevole ai "furbetti del pannellino" e delle pale eoliche fuori legge.

 

 

                        Immanuel Kant

   Gianni Girotto, presidente della commissione                              Industria del Senato

 

Per poco passava inosservato anche a noi, che pure li sorvegliamo quotidianamente. L'abbiamo appreso quasi per caso, buttando l'occhio sulla prima pagina di Italia Oggi di venerdì, dove in una civetta abbiamo letto: "DDL Impresa. Rinnovabili, per gli impianti fuori legge le sanzioni si alleggeriscono".

Ci siamo perciò precipitati a leggere l'articolo di Luigi Chiarello "Rinnovabili, sanzioni più leggere" che sottotitolava: "Ridotti i tagli alle agevolazioni per gli impianti fuori legge".

Ecco il succo dell'articolo, che si può leggere integralmente sul sito web di Italia Oggi:

"Alleggerimento delle sanzioni per chi produce energia da fonti rinnovabili e accede alle agevolazioni gestite dal Gse per la produzione di energia termica ed elettrica. Gli impianti sorpresi a violare le norme non subiranno più la decurtazione dell'incentivo in una misura quantificabile tra il 20 e l'80% dell'agevolazione, ma tra il 10 e il 50% della stessa... E' quanto disposto da un emendamento (approvato in commissioni riunite a palazzo Madama) al disegno di legge sulla tutela del lavoro e le crisi d'impresa, su cui il Senato ha votato mercoledì scorso la fiducia. Ora il testo è alla Camera."

Chi volesse conoscere in dettaglio di che cosa si tratta, può collegarsi al sito web del Senato, cercando tra i Disegni di legge e cliccando su Atto Senato n. 1476, dove tra l'altro si apprende che il relatore è stato il solito Gianni Girotto, in Parlamento il più fervente zelatore dell'eolico.

Al testo del DDL, già molto specialistico e variegato (il classico decreto omnibus, che in Italia viene utilizzato come passe partout ed estremo refugium peccatorum), sono stati presentati molti emendamenti, tra cui il 13.0.1 è quello che ci interessa. Apprendiamo qui i nomi di chi ha proposto la modifica: Anastasi, Lanzi, Paragone, Puglia e Vaccaro. Per spirito di servizio verso i nostri lettori - ed in particolare verso i comitati anti-eolici - abbiamo verificato l'appartenenza partitica dei cinque suddetti senatori (anche se non nutrivamo dubbio alcuno...), per cercare di individuare la responsabilità politica di questa astutissima manovra. Ebbene: Anastasi (M5S), Lanzi (M5S), Paragone (M5S), Puglia (M5S) e Vaccaro (M5S).

Dobbiamo purtroppo far notare che la notizia di questo colpo di mano, già gravissimo in sè ed apportatore di pesanti conseguenze sulle tasche degli italiani, non è stata riportata (salvo nostre disattenzioni) da nessun "giornalone". I grandi giornali, tutti - come sappiamo - favorevoli all'eolico (ed in particolare la Repubblica), non hanno neppure nominato l'emendamento salva furbetti delle rinnovabili.

Proprio la Repubblica, nell'articolo del 23 ottobre "Dl Imprese, al Senato arriva la prima fiducia del Conte bis", ci fa capire che Il decreto imprese era per molti aspetti talmente improponibile da costringere il nuovo governo a porre per la prima volta la fiducia in Senato. Veniamo infatti a conoscenza dall'articolo che

"il governo Conte bis ha fatto ricorso alla sua prima fiducia, ottenendola dal Senato con 168 favorevoli e 110 contrari per il decreto salva-Imprese. Ad annunciarla era stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico d'Incà, che ha posto la questione di fiducia nell'aula di Palazzo Madama sul maxi-emendamento interamente sostitutivo del decreto su rider e crisi aziendali."

Peggio ancora, da un articolo del Sole dello stesso giorno abbiamo appreso che "il provvedimento sostitutivo del Dl Crisi è stato blindato dal Governo, dopo un avvio di lavori con sospensione".

E' la seconda volta che i grillini tentano il colpaccio. Già li avevamo denunciati lo scorso gennaio quando ci avevano provato, inserendo di nascosto qualcosa di analogo nel "Decreto semplificazioni", venendo poi fortunatamente fermati dal Presidente della Repubblica

Dobbiamo rivolgerci a lui anche in questo caso, per evitare questa rinnovata porcheria? Porcheria, sissignori, perchè con i decreti omnibus, oltre tutto, si rischia di fare carne di porco del Parlamento.

La cosa è tanto più grave perchè, nel frattempo, i grillini stanno facendo grande sfoggio mediatico di giustizialismo nella loro nobile crociata contro gli evasori fiscali, indicati alle platee televisive ed esposti al pubblico ludibrio come nemici del popolo.

Sono dunque queste le vette del pensiero raggiunte dal nuovo governo giallo-rosso? L'evoluzione post-moderna del paradigma di virtù di Kant, mixato con abbondanti spruzzate di Beppe Grillo e Togliatti:

"La pala eolica sopra di me, la legge della doppia morale dentro di me".

 

Alberto Cuppini