Ambientalismo nuova religione secolarizzata (e non solo per il no ai condizionatori)

Da alcuni ambientalisti e leader della Sinistra europea è stata proclamata la crociata contro l'aria condizionata. Luciano Capone sul Foglio: "Apparentemente si tratta di un ragionamento sensato ma non lo è affatto. La motivazione recondita è quella di una religione secolarizzata. Penitenziagite!". Ma quella dell'eolico salvifico a cui tutto sacrificare, come richiesto insistentemente in questi mesi in tanti articoli del Foglio, non è forse anch'essa una religione secolarizzata? Intanto Bloomberg e la Reuters si accorgono che sta scoppiando la bolla rinnovabili in Spagna. Se il governo Sànchez non interverrà per colmare i buchi di bilancio creatisi con il sistema creditizio spagnolo, la bolla potrebbe esplodere prima in Spagna e da lì propagarsi in tutt'Europa.

 

Da alcuni ambientalisti e leader della Sinistra europea è stata proclamata la crociata contro l'aria condizionata, il cui peccato mortale è quello di alimentare il riscaldamento globale. Se ne occupa Luciano Capone con l'articolo in prima pagina (!) de Il Foglio di sabato 4 luglio "Ambientalisti in aria", che sottotitola: "Dal freddo ci si può proteggere, ma dal caldo no. La deriva eco-religiosa anti condizionatori":

"Se il freddo invernale è una condizione naturale a cui è legittimo opporsi, l'eccessivo caldo estivo è una colpa dell'uomo moderno. Un peccato da espiare... Apparentemente si tratta di un ragionamento sensato ma non lo è affatto... La motivazione recondita è appunto quella di una religione secolarizzata. Non c'è nulla di razionale... per l'ambientalismo teologico (il climatizzatore) è un corruttore delle anime: è lo strumento che il demonio capitalista usa per far continuare a vivere l'umanità nell'errore e nel peccato. Spegnetelo e sudate. Penitenziagite!"

E' tutto condivisibile. Lascia però interdetti leggere proprio da Capone di "ambientalismo teologico" e che "la motivazione recondita" è quella di una "religione secolarizzata" quando lo stesso Capone, pochi giorni prima (il 29 giugno) e sempre sulla prima pagina del Foglio, aveva scritto una articolessa, "La rivolta dei Nimby VIP.L'ambientalismo più inquinato", sull'eolico salvifico da accettare sempre e comunque, adducendo le stesse (ma proprio le stesse, identiche, al punto da sembrare scritte sotto dettatura) sguaiate argomentazioni che in questi anni ci eravamo dovuti sorbire da Legambiente.

Quella dell'eolico salvifico a cui tutto sacrificare non è forse anch'essa una religione secolarizzata?

La logica (diciamo così...) alla base di queste nuove "religioni secolarizzate" era stata analizzata appena poche settimane prima da Mario Giampietro in un articolo pubblicato il primo giugno sul sito web della Rivista Energia "Basta con le “nobili bugie” sulla transizione energetica":

"Platone le chiama bugie nobili, Rayner conoscenze scomode, ovvero quel bisogno di individui e istituzioni di dipingere futuri immaginari, ottimisti e semplicisti, che nell’ambito della transizione energetica ha generato concetti incoerenti quali economia circolare, crescita verde, emissioni zero nel 2050. Per formulare politiche energetiche di qualità è necessario un approccio ai sistemi complessi che abbracci l’incertezza senza limitarsi alla ricerca di soluzioni ottimali."

Oltre a tutto il resto, appare particolarmente infelice la scelta di tempo da parte del Foglio di fare una campagna stampa (particolarmente intensa in questi ultimi mesi) finalizzata ad accelerare e semplificare ancor di più le procedure amministrative per installare quantità abnormi di eolico. La campagna stampa è stata assegnata dal direttore Cerasa ai Dioscuri Capone e Stagnaro, che nei loro articoli non si sono fatti scrupolo di ridicolizzare chi osa opporsi (gente comune, per lo più) all'insensato scempio senza fine del paesaggio patrio.

Lascia perplessi soprattutto la giravolta a 180 gradi di Carlo Stagnaro, che, prima dell'esperienza ministeriale a seguito del ministro Federica Guidi, era il sommo dispregiatore della sgangherata soluzione del "tutto rinnovabili" per "salvare il Pianeta" (proposta allora dai soli grillini prima di diventare, con l'European Green Deal, patrimonio condiviso delle élite europee). Una soluzione da lui allora correttamente definita - in un articolo sul Foglio del 18 aprile 2017 - "L'era della paleoenergia":

"Il programma grillino per l'energia ambisce a lasciare i cittadini poveri e al buio"...

Ma l'articolo per noi più importante in questi ultimi giorni, per coltivare la speranza di mettere una pietra tombale sopra il Moloch delle "rinnovabili" non programmabili, è quello di Fabio Dragoni su Libero del 2 luglio: "Scoppia la bolla rinnovabili: in Spagna è flop solare".

Non tanto per tutte le obiezioni alle fonti di energia non programmabile, che conosciamo benissimo, quanto piuttosto perchè ci informa che "Bloomberg prima e Reuters a ruota si accorgono che sta scoppiando la bolla rinnovabili in Spagna".

Così la Reuters il primo luglio

"Il boom del solare in Europa maschera una crescente tensione sui mercati dell'energia".

Ancor peggio ha scritto Bloomberg, con una raffica di articoli in questi ultimissimi giorni:

"Il boom dell'energia verde diventa un fiasco per gli investitori".

"La Spagna ha costruito troppo solare. Gli investitori vogliono uscirne".

"Il solare in Spagna vale così poco che gli investitori cercano un'uscita".

 

Se il governo Sánchez (che non sta attraversando i suoi giorni migliori, nonostante continui a godere dei buoni uffici dei media mainstream) non interverrà per colmare i buchi di bilancio creatisi con il sistema creditizio spagnolo a causa dell'auto-cannibalizzazione dei troppi impianti non programmabili là installati, la bolla rinnovabile potrebbe esplodere prima in Spagna e da lì propagarsi in tutt'Europa. E se non riescono più a tenerlo nascosto nemmeno la Reuters e Bloomberg... Estote parati.

 

Alberto Cuppini