Il governatore Rocca: "Non consentiremo lo scempio del Lazio con i parchi eolici"

Gli impianti eolici "devono essere offshore", evitando le “localizzazioni talvolta quantomeno discutibili” per garantire “la preservazione dei suoli di pregio”.

 

Martedì sera, scorrendo in linea le "Ultime edizioni" della Staffetta Quotidiana, ci siamo imbattuti, piacevolmente sorpresi, nel titolo Rinnovabili e inceneritore, cosa cambia nel Lazio dopo le elezioni.

Questo l'incipit del lungo articolo della Staffetta:

 

“Ho promesso a Vittorio Sgarbi che faremo un piano regolatore energetico nel Lazio. Non consentiremo lo scempio del territorio con i parchi eolici, che invece devono essere offshore”. Lo ha detto ieri il neopresidente del Lazio di Fratelli d'Italia Francesco Rocca. La posizione di Rocca, che nel suo programma scriveva di voler garantire “la preservazione dei suoli di pregio”, destinando al fotovoltaico le aree industriali, l'edilizia pubblica, le aree compromesse e i terreni intorno a strade e ferrovie, e che punta all'eolico offshore “che non interferisca con il turismo da diporto e con il paesaggio marino”, evitando le “localizzazioni talvolta quantomeno discutibili”, segna un deciso cambio di passo per la Regione che, negli ultimi anni, ha autorizzato più progetti fotovoltaici soprattutto nel viterbese e in provincia di Latina".

 

L'articolo completo è disponibile in abbonamento sul sito web della Staffetta Quotidiana.

Nonostante le rivoluzionarie dichiarazioni contro corrente (ossia contro la corrente, cioè la mainstream, verde) del neo eletto governatore della Regione Lazio siano state rilanciate dalle agenzie di stampa, non se ne trova alcuna traccia sui giornaloni romani e neppure nelle cronache locali delle principali testate nazionali. Invito i nostri tanti amici di Roma e della martoriata (martoriata da progetti eolici e fotovoltaici senza fine) provincia di Viterbo a controllare meglio ed a comunicarmi almeno un'eccezione al consueto muro di gomma. Questa volta sarei lieto di essere smentito, se non altro per escludere che l'enorme astensionismo alle elezioni sia stato, almeno in parte, responsabilità dei media e della loro narrazione sistematicamente distorta di una realtà presentata come ineluttabile.

 

Alberto Cuppini