Financial Times: Nel settore del clima e dell'energia, dove l'UE ha ampliato la propria attività legislativa nel 2019 con il Green Deal, le spese in consulenze sono aumentate da allora del 433% fino a 127 milioni di euro. La Commissione ha replicato alle accuse di potenziali conflitti di interesse che "non è inusuale" ricorrere a esperti esterni, ma preoccupa vedere ditte di consulenza esterne mescolate ai cani da guardia delle istituzioni. Washington Post: "disastroso Green Deal", "progetto andato storto", "leviatano regolatorio creato proprio da Bruxelles", "approccio destinato al fallimento".
All'inizio fu l'autorevole Financial Times con l'articolo (della sua corrispondente dai Sacri Palazzi di Bruxelles Alice Hancock) "In un decennio, la spesa UE per i consulenti per l'energia è balzata del 400%", che prosegue:
"... allorchè ha attirato ditte esterne di consulenza per riuscire a gestire la propria agenda pesantemente burocratica. Ma fare affidamento su consulenze esterne ha sollevato preoccupazioni sui potenziali conflitti di interesse nel momento in cui ci sono aziende che lavorano sui dossier regolatori per l'esecutivo UE e simultaneamente fanno lobby a favore dell'industria sulle stesse questioni... Nel settore del clima e dell'energia, dove l'UE ha ampliato la propria attività legislativa nel 2019 con il Green Deal, le spese in consulenze sono aumentate da allora del 433% fino a 127 milioni di euro... Ma il Green Deal ha anche prodotto montagne di carta di legislazione, di cui adesso gli industriali reclamano il taglio. Essi argomentano che la burocrazia è una causa primaria della fiacca crescita economica dell'UE... La Commissione ha replicato che "non è inusuale" ricorrere a esperti esterni, ma preoccupa vedere ditte di consulenza esterne mescolate ai cani da guardia delle istituzioni."
Se volete approfondire le cause scatenanti questo scandalo e le accuse di conflitto di interessi, suggeriamo la lettura in linea dell'articolo di LiberoQuotidiano.it "Boom di consulenze dalla Commissione Ue per avere pareri su clima ed energia".
Ma non è tanto questo scandalo dei due forni, dove "gli esperti esterni" cuociono il pane a seconda delle convenienze, (della cui esistenza tutti in Europa erano peraltro già perfettamente consapevoli da anni) che ci fa scrivere questa rassegna stampa. Quanto piuttosto la crepa che ha innescato nell'impenetrabile fortino della stampa mainstream globalizzata, fin qui tetragona e compatta per la salvezza del pianeta attraverso la "decarbonizzazione integrale" da ottenersi, in ultima analisi, con le pale eoliche e i pannelli fotovoltaici.
Nel riprendere l'articolo del Financial Times, il celeberrimo Washington Post, da sempre paladino di tutte le cause "liberal" al pari del New York Times, ha rotto il fronte green pubblicando un pezzo dal titolo "Quanti consulenti ci vorranno per riparare l'economia dell'Europa?", attribuito - significativamente - al "Comitato Editoriale" del quotidiano. In un colpo solo abbiamo letto di "disastroso Green Deal", "progetto andato storto", "leviatano regolatorio creato proprio da Bruxelles", "approccio destinato al fallimento" e chi più ne ha più ne metta:
"La Commissione europea guida il gruppo in poche aree. Dilapidare denaro per i consulenti è una di queste... 127 milioni di euro sono andati ai consulenti incaricati di implementare il disastroso Green Deal, promulgato nel 2019. Arruolare un esercito di consulenti esterni è un segnale rilevatore che un progetto è andato storto... Come la maggior parte degli obblighi legalmente vincolanti sul carbone, l'esperimento era stato presentato come un win-win: avrebbe fornito energia pulita a buon mercato mentre salvava il pianeta. E, come la maggior parte degli obblighi legalmente vincolanti sul carbone, ha fatto aumentare i prezzi dell'elettricità, ha bloccato la crescita e ha avuto bisogno di essere annacquato... I consulenti sono incaricati di affrontare un leviatano regolatorio creato proprio da Bruxelles... Impegnarsi per emissioni più basse è un buon obiettivo, ma l'Europa sta cercando di farlo rendendo la vita più costosa per i suoi cittadini. Il miglior approccio è innovare e crescere. Ai consulenti non viene richiesto di capire che l'attuale approccio è destinato al fallimento."
Ora si tratta di stabilire - e ce lo dirà il tempo - se si è trattato di un atto di servilismo nei confronti di Trump, come vorrebbe il Mainstream, oppure se, alla fine, tutti si devono arrendere all'evidenza che la realtà è più complessa di come ci è stata raccontata in questi anni di isterie green. Con tutte le nefaste conseguenze che la traduzione in atti normativi di queste isterie ha comportato.
Nel frattempo, però, sarebbe utile che anche in Italia qualcuno andasse a ficcare il naso in alcuni smaccati comportamenti contraddittori, ed in particolare nel perchè e nel come alcune organizzazioni ambientaliste (soprattutto chi vanta potenti addentellati al ministero), con la scusa della "Salvezza del Pianeta", hanno servito l'Ambiente e Mammona.
Alberto Cuppini
