"Non diamo gli incentivi sulle energie rinnovabili e così possiamo far risparmiare da domani ai nostri cittadini il 20% del costo in bolletta e chi vuole le energie rinnovabili se le installa e ne trae i vantaggi che ne vuole trarre". Per la prima volta, nel Parlamento italiano, è stato portato un attacco così violento al sistema delle rinnovabili. Appare del tutto evidente la scelta di Futuro Nazionale di seguire, anche in tema di contrasto ai disastri dell'European Green Deal, la stessa politica di Alternative für Deutschland in Germania. Chi semina pale eoliche raccoglie tempesta.

I deputati di Futuro Nazionale, il nuovo partito fondato dal generale Vannacci, ieri alla Camera hanno presentato il testo di una interrogazione al ministro dell'Ambiente Pichetto Fratin dedicata alle rinnovabili, giudicate "insostenibili" per le bollette degli italiani.
Per la prima volta, nel Parlamento italiano, è stato portato un attacco di tale violenza al "sistema" delle rinnovabili, fin qui ritenute sacre e inviolabili.
Riteniamo che sia nostro dovere portare a conoscenza della Rete della Resistenza sui Crinali il contenuto di quel documento, agli atti della Camera dei Deputati, che oggi è stato bellamente ignorato da tutta la stampa italiana in edicola.
Ecco di seguito i passaggi che più ci interessano dell'interrogazione al ministro Pichetto presentata da otto deputati di Futuro Nazionale, per sapere - premesso che:
...
- all'interno della struttura della bolletta elettrica sostenuta da ogni singolo utente, l'incidenza complessiva dei sussidi alle energie rinnovabili risulta ingiustificatamente elevata; infatti, se nel periodo 2015-2021 tali oneri valevano circa il 22 per cento del totale della bolletta, dal 2024 il ripristino della componente Asos per gli incentivi alle rinnovabili copre circa il 90 per cento degli oneri di sistema, pesando in bolletta fino al 20 per cento della spesa dei consumatori;
- questo meccanismo scarica interamente sui cittadini i costi della cosiddetta «transizione ecologica», evidenziando l'insostenibilità economica delle fonti rinnovabili, come il fotovoltaico, le quali continuano a reggersi sul mercato principalmente perché sussidiate dai contribuenti, anziché in virtù di un'effettiva e autonoma sostenibilità finanziaria e industriale;
- di conseguenza, per gli interroganti è urgente valutare il ripristino dei canali d'importazione a basso costo con fornitori storici quali la Federazione russa;
- appare, pertanto, inderogabile procedere ad una revisione complessiva dell'architettura degli oneri di sistema al fine di liberare le bollette e da costi impropri e restituire potere d'acquisto alle famiglie e liquidità al sistema economico nazionale -:
quali iniziative di carattere strutturale e di lungo periodo il Ministro interrogato intenda adottare, per quanto di competenza, per conseguire un drastico e duraturo abbattimento dei prezzi del gas e dell'energia elettrica a beneficio di famiglie e imprese, definendo una strategia integrata che, nell'abbattere l'impatto degli incentivi alle fonti rinnovabili, ricomprenda la riapertura di canali d'approvvigionamento con partner esteri in grado di offrire condizioni tariffarie maggiormente competitive.
Appare del tutto evidente la scelta di Futuro Nazionale di seguire, anche in tema di contrasto ai disastri dell'European Green Deal, la stessa politica di Alternative für Deutschland (che le pale eoliche le vorrebbe abbattere) in Germania. Alternative für Deutschland che, nei sondaggi sulle intenzioni di voto per le elezioni politiche, figura ormai da un anno come il primo partito tedesco, sfiorando spesso il 30% dei consensi mentre la CDU (il partito del cancelliere Merz e della presidente della commissione UE Von der Leyen) riesce a stento a difendere il 20%. Ricordiamo che l'elemento scatenante il decollo elettorale di AfD, e insieme la crisi del governo Scholz e le elezioni anticipate nel febbraio scorso, era stata la decisione di rendere obbligatorie in Germania le pompe di calore, i cui ingenti costi erano stati trascurati sia da Bruxelles che da Berlino. Molti elettori tedeschi, già impoveriti dalla deindustrializzazione apportata dalla Energiewende (la transizione energetica voluta dalla sciagurata Merkel) e dalla decisione di rinunciare già nel 2035 alle automobili con motori a combustione interna per sostituirle con le costosissime auto elettriche, hanno perciò scelto di votare il partito "anti-sistema" di estrema destra.
Ma ciò che influenzerà ancor di più il comportamento dei tedeschi in cabina elettorale (quest'anno sono previste 5 elezioni regionali, a cominciare da quelle del 6 settembre in Sassonia-Anhalt, dove si teme un trionfo di AfD) è il meteo africano di quest'estate in Germania. I tedeschi si sono ritrovati, oltre che con le bollette per gli utenti domestici tra le più care al mondo a causa dell'Energiewende (ma si sa, per Salvare il Pianeta dai cambiamenti climatici ci vuole qualche sacrificio...), per la prima volta nella loro vita con quaranta gradi in casa, a testimonianza che rinunciare alle fonti energetiche tradizionali per affidarsi a pale e pannelli, che in Germania ormai sono dappertutto ed i cui costi sono stati stimati nell'ordine dei 500 miliardi di euro, non è contato, come si dice in Hochdeutsch, a un tubo. Anzi...
Rispondendo in aula durante il Question Time di ieri all'interrogazione dei deputati di Vannacci, il ministro Pichetto ha concluso ricordando che nelle prossime aste il governo si aspetta un abbattimento del costo degli oneri di sistema:
“Sottolineo che gli attuali e futuri meccanismi di incentivazione delle Fer come FerX o il prossimo FerZ si pongono come meccanismi di stabilizzazione dei ricavi che apportano benefici al sistema riducendo le ASOS, come dimostrato dalle ultime aste del FerX transitorio, ponendo così fine ai gravi costi dei precedenti esecutivi. Le ultime aste hanno fissato il prezzo del fotovoltaico a meno della metà del Pun, e anche dell'eolico comunque quasi alla metà.”
Questa risposta, condita dalle solite mezze verità, ha suscitato l'irritazione dei vannacciani e l'interrogante Gianangelo Bof ha seccamente replicato:
“Se realmente le energie rinnovabili sono sostenibili, ma sono sostenibili anche sotto il profilo economico, non hanno bisogno di incentivi e quindi facciamo qualcosa immediatamente per i cittadini: togliamoli dalla bolletta, non diamo gli incentivi sulle energie rinnovabili e così possiamo far risparmiare da domani ai nostri cittadini il 20% del costo in bolletta e chi vuole le energie rinnovabili se le installa e ne trae i vantaggi che ne vuole trarre”.
Ora a Futuro Nazionale non rimane che sedere sulla riva del fiume per vedere passare le bollette degli italiani sempre più gravate dagli oneri di sistema derivanti da queste continue aste, destinate a sussidiare i costosissimi servizi ancillari necessari alle rinnovabili, che si confermano fonti addizionali ma non alternative a quelle tradizionali.
Ma al peggio non c'è limite.
Di fronte agli ormai evidenti disastri del "tutto elettrico", la Commissione UE rilancia, alza ancora le asticelle e accelera, per fare dell'Europa il primo "elettrocontinente" (non è uno scherzo).
Nel vano tentativo di accreditarsi presso le élite globaliste, il governo italiano di centro-destra (e in particolare il ministro Pichetto Fratin, succube dell'egemonia culturale di Legambiente al MASE), adagiandosi nel conformismo delle imposizioni ideologiche woke della commissione Von der Leyen, spalanca le porte ad un partito di destra estrema. In attesa, come nel caso di AfD in Germania, di qualcosa di (molto) peggio per risolvere con l'accetta i problemi, che nel frattempo si vanno incancrenendo, così accanitamente perseguiti dai "progressisti".
Chi semina pale eoliche raccoglie tempesta.
Alberto Cuppini
