Il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ieri mattina a Cagliari: "Io non vedo questo Paese - e spero che non lo sia mai - una di quelle realtà coperte da pale eoliche e da fotovoltaico. Dovrebbe finire questa situazione di deregolamentazione che c'è stata sulle rinnovabili perché con la nuova norma in vigore da pochi giorni si è stabilito quali sono le aree idonee per eccellenza, quelle industriali, quelle collegate al sistema ferroviario in modo stretto e per la parte rimanente invece saranno le Regioni a dover individuare una percentuale di territorio laddove ritengono opportuno per l'insediamento di questi impianti produttivi, eolico o fotovoltaico".

Video dell'intervista al ministro Pichetto Fratin, dal sito Stream 24 del Sole 24 Ore.
Decisamente l'aria salmastra della Sardegna stimola le prese di distanza dei politici nazionali dall'eolico. Già era capitato ad Elly Schlein - nel 2024 a Nuoro - di assumere un'inflessibile, rigorosissima posizione contro "l'assalto eolico", peraltro da lei subito obliata non appena rimesso piede sul Continente.
Ciononostante, il titolo del lancio dell'agenzia ANSA di ieri ci ha colti di (lieta) sorpresa: "Fratin, 'con nuove norme finirà deregolamentazione su rinnovabili'.
Queste le testuali parole pronunciate dal ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin nel suo intervento al convegno “Parliamo di mare” ieri mattina a Cagliari:
"Dovrebbe finire questa situazione di deregolamentazione che c'è stata sulle rinnovabili perché con la nuova norma in vigore da pochi giorni si è stabilito quali sono le aree idonee per eccellenza, quelle industriali, quelle collegate al sistema ferroviario in modo stretto e per la parte rimanente invece saranno le Regioni a dover individuare una percentuale di territorio laddove ritengono opportuno per l'insediamento di questi impianti produttivi, eolico o fotovoltaico, ricordando che su terreni agricoli il fotovoltaico non è possibile ed è possibile l'agrivoltaico di un certo tipo".
Ma il bello (bello per noi, non per i rinnovabilisti) doveva ancora venire. E infatti è venuto nell'intervista rilasciata alla stampa e ai media a margine del convegno, il cui video è qui proposto dal sito Stream 24 del Sole 24 Ore.
Riportiamo la frase iniziale, che è quella che più ci interessa:
"Io non vedo questo Paese - e spero che non lo sia questo Paese - una di quelle realtà coperte da pale eoliche e da fotovoltaico. E poi non ci arriveremo mai! D'altra parte, quindi, dobbiamo superare il fossile così com'è, anche se ci accompagnerà ancora per un po' di tempo. E dobbiamo trovare una soluzione di produzione. L'energia elettrica da fonte nucleare è una soluzione neutra, che non ha emissioni, è una soluzione che tra l'altro dà il vantaggio di non pagare tassazioni. La differenza nel prezzo in Italia rispetto alla Spagna e alla Francia è data anche dalla tassazione"
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Non crediamo che l'iniziativa di una dichiarazione del genere sia stata presa sua sponte da Pichetto, che non è propriamente un cuor di leone. Ci piace pensare che Giorgia Meloni si sia resa conto che insistendo con eolico e fotovoltaico la "competitività" (l'Apriti Sesamo ultimamente sempre ripetuto da lei e dal cancelliere Merz) continuerà a diminuire ed il suo governo potrebbe persino diventare a rischio nonostante la mancanza di alternative politiche percorribili. Ed ha perciò cominciato a muovere le sue pedine.
Al di là dell'approccio strumentale di Pichetto, appuntiamoci e teniamoci a mente le sue parole: "Io non vedo questo Paese - e spero che non lo sia mai - come una di quelle realtà coperte da pale eoliche e da fotovoltaico". E teniamoci pure a mente che, come facilmente previsto, tutta l'enfasi posta finora dal Mainstream sulla decarbonizzazione integrale (fin qui ottusamente e disastrosamente perseguita in Europa solo attraverso fonti di energia alternative che alternative non sono come le rinnovabili non programmabili) porterà senza meno al rilancio anche in Italia di una tecnologia come il nucleare a fissione, a suo tempo dipinta da quegli stessi ecologisti mainstream come il Male Assoluto.
E, a proposito di ecologisti mainstream, ci rallegriamo pure che aumentino le prese di distanza del ministro Pichetto, sebbene dopo oltre tre anni dal suo insediamento, dalle politiche di Legambiente, che al ministero dell'Ambiente era abituata da anni a spadroneggiare.
Di questo allontanamento avevamo avuto un primo sentore alla fine dello scorso anno, dopo l'abbandono del Sussidio Ambientalmente Dannoso (SAD) a favore del gasolio - previsto nel famigerato "catalogo" di Legambiente - come descritto con garbata ironia in un editoriale della Staffetta Quotidiana del 23 novembre dal titolo "Se il semplicismo è più dannoso dei sussidi". La riduzione delle accise per il diesel permetteva di contenere il prezzo dei prodotti (specie alimentari) che in Italia si spostano - necessariamente - con l'autotrazione. L'eliminazione di tale trattamento privilegiato era stato richiesto a gran voce da Legambiente in quell'autentica accozzaglia che è il suo "catalogo dei SAD". Legambiente - chissà perchè - è stata accontentata e il danno è stato fatto. Il balzo dell'inflazione - diretta e indotta - che ne è derivato sul carrello della spesa in gennaio (e che ne deriverà ancor di più in futuro) getterà ulteriore discredito su tutto l'ambientalismo italiano. Come se non se ne fosse accumulato già abbastanza con la Greenflazione ed i diktat UE sull'auto elettrica obbligatoria e la "Casa green".
Ci augureremmo un'analoga presa di distanza dall'ecologismo woke anche da parte della Schlein, che però persiste nelle proposte di politica energetica suggeritele sul modello spagnolo (quello perdente dell'apagòn e dell'energia fotovoltaica a prezzi negativi) dalla Pasionaria del Sacro Dogma delle pale miracolose che salveranno il Pianeta, l'europarlamentare PD Annalisa Corrado.

Alberto Cuppini
