L'apocalissi del clima è una minaccia, l'apocalissi dell'European Green Deal è già una realtà

Dal blog della Rivista Energia: "Il nodo critico della Dunkelflaute e della sotto-generazione elettrica risiede nella crescente dipendenza di intere economie agli improgrammabili cicli naturali di sole e vento".

 

Oggi nella nostra edicola l'articolo del giorno che proponiamo non ci arriva dalla carta stampata ma dal blog della Rivista Energia. E' un articolo del professor Domenicantonio De Giorgio, docente di Strumenti e Mercati Finanziari all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, intitolato "Verso l’inverno: lezioni dalla stagione 2024-25 e dal dunkelflaute tedesco".

La deindustrializzazione esplosiva della Germaniale rinnovate minacce di un nuovo blackout in Spagnal'inatteso aumento dei prezzi dell'elettricità nel Nord Europa della settimana precedente, ben prima dell'arrivo del gelo invernale, ed in particolare l'apparizione precoce del fenomeno noto come "Dunkelflautein Gran Bretagnacon il crollo della produzione da fonte eolica, hanno prodotto i primi effetti.

L'articolo di De Giorgio è una cronaca dall'apocalisse dell'European Green Deal basato sul mito, falso e facilone, delle rinnovabili elettriche a costo marginale zero.

Non vogliamo riportare qui i punti salienti dell'articolo come faccio di solito perchè sono tutti punti salienti. Leggetevi perciò tutto il post in linea. L'articolo non dice niente di particolarmente nuovo rispetto a ciò che i frequentatori del sito web della Rete della Resistenza sui Crinali conoscono da anni.

Oggi vogliamo piuttosto farvi notare un'altra cosa: che il vento sia cambiato per l'eolico e i suoi profeti si rileva anche dalla virulenza delle scelte lessicali. Leggiamo a titolo di esempio (i grassetti sono nostri):

"la sciagurata decisione di spegnere la propria flotta di reattori nucleari", "il disordinato proliferare delle Fer intermittenti non programmabili", "la crescente dipendenza di intere economie agli improgrammabili cicli naturali di sole e vento", "La Germania spicca per due aspetti chiave: la quantità totale di energia elettrica prodotta è calata di oltre 120 TWh (~20%), prodromo di quella desertificazione industriale amaramente misurata negli aridi dati; ma è ancora più preoccupante osservare come il rapporto tra energia prodotta da fonti fossili e rinnovabili programmabili e rinnovabili non programmabili sia ormai prossimo al 100%, con l’Olanda che segue a ruota con valori esplosivamente prossimi al 90%", "Da anni, il sistema elettrico tedesco si appoggia improvvidamente ai senescenti reattori nucleari francesi", "Un improvviso, inatteso, ammanco di proporzioni bibliche", "l’efficienza energetica teorica delle rinnovabili non programmabili si scontra con l’inefficienza reale del sistema energetico entro cui sono state brutalmente calate causata proprio dalla loro intermittenza e non programmabilità", "L’egida dei target pianificati a livello europeo e le incomprensibili “fughe in avanti” di alcuni Stati Membri (Germania, Olanda, Spagna) a livello di capacità installata hanno esposto l’intero sistema a falle nell’offerta", "Rappresentano quindi il vero e non più celabile costo nascosto della transizione energetica non coordinata che stiamo dolorosamente sperimentando in Europa, inspiegabilmente senza assumere alcun comportamento rettificativo".

E chi più ne ha più ne metta. Non male, vero? Altrochè post RRC! Da notare che questo articolo è stato pubblicato sotto l'egida del mite e cautissimo professor Alberto Clò, dominus della Rivista Energia, a testimonianza dell'acquisita consapevolezza che la "transizione" energetica verso il "tutto elettrico" prodotto con pale eoliche e pannelli fotovoltaici sta distruggendo fin da ora la base stessa della nostra prosperità.

Ad analoghe conclusioni (e ad un analogo inasprimento dei toni verso l'European Green Deal) era giunto anche Chicco Testa, già presidente di Legambiente, in un articolo di due pagine (!) dal titolo "Il fallimento del Green Deal europeo" sul Foglio di un paio di settimane fa. Anche in questo caso vi raccomandiamo di leggervelo tutto, dall'inizio alla fine.

In questi articoli dobbiamo però segnalare un errore di base. E' sbagliato distinguere, per individuare le cause del disastro industriale ed economico, tra "costi energetici fuori controllo" e "regolamentazioni ideologiche". I costi energetici fuori controllo derivano dalle regolamentazioni ideologiche.

E' l'ideologia ESG, baby.

 

Alberto Cuppini