Il dossier della Gabanelli apparso sul Corriere della Sera del 12 novembre "Attacco a eolico e solare, chi paga davvero il conto" difende a spada tratta l'energia eolica e fotovoltaica. Ma è zeppo di incongruenze e di informazioni parziali. Il nuovo numero dell'Astrolabio propone tre lettere di osservazioni all’articolo, da tre diversi punti di vista, inviate a DataRoom ma non pubblicate. Anche dall'Accademia primi segnali di insofferenza verso l'ideologia "rinnovabilista".
Così l'Astrolabio introduce l'editoriale "Risposte a Milena Gabanelli che Lamenta (Sic!) un Attacco a Eolico e Solare":
"Più che giornalismo d’inchiesta quello di Dataroom del Corriere della Sera del 12 novembre ’25 sembra un saggio di scuola di cucina per girare le frittate. La tesi è quella di un complotto che, frenando l’avanzata di eolico e solare nel nostro paese, determinerebbe l’alto costo dell’energia elettrica. Come colpevoli sono indicati “120 comitati degli Stati Generali contro l’eolico e il fotovoltaico”. Nientemeno."
Per confutare il dossier della popolare giornalista, la rivista on-line degli Amici della Terra pubblica nel post tre diversi articoli che demoliscono la teoria del complotto, analizzandola da tre differenti angoli prospettici. Ne sono autori
- Monica Tommasi, presidente degli stessi Amici della Terra,
("Già il titolo rivela un capovolgimento della realtà dei fatti: il vero attacco non è quello di chi, come noi, si oppone al proliferare indiscriminato sul territorio, a marce forzate, di una mole imponente di impianti industriali, eolici e fotovoltaici, in assenza di ogni forma di pianificazione, caso questo mai verificatosi nella storia dell’industria italiana... Non possiamo accettare che la regia di un’operazione così complessa e delicata venga consegnata integralmente nelle mani degli operatori delle rinnovabili, il cui scopo è quello squisitamente aziendalistico di massimizzare i profitti lucrando sulle allettanti tariffe incentivanti pagate in bolletta dalle famiglie e dalle imprese italiana e potendo scegliere in piena libertà le aree ove realizzare gli impianti presenti il minor costo possibile.")
- Francesco Pratesi, presidente di Italia Nostra sezione Maremma,
("In molti — tecnici, studiosi, agricoltori, amministratori locali, e persino Bill Gates — stanno ormai riconoscendo che il gioco non vale la candela: l’enorme dispendio economico e territoriale non ha prodotto benefici ambientali misurabili, ma nuove disuguaglianze e una pesante ferita al paesaggio... Sarebbe auspicabile che anche l’informazione contribuisse a far emergere questo lato nascosto della transizione, invece di alimentare — magari inconsapevolmente — la narrazione di una lobby potente e ben finanziata, quella dei “rinnovabilisti”, che specula sulle risorse pubbliche senza mai rispondere dei propri fallimenti.")
e
- il trio Giuseppe Zollino, Chicco Testa e Rosa Filippini
("Al data room del 12 novembre sono completamente assenti dati fondamentali, relativi all'altra metà della bolletta, una metà oscura che va invece ben illuminata per evitare che diventi l'80-90%; dati che cambiano radicalmente il quadro.").
Tutti e tre gli articoli sono densi di osservazioni che vanno lette con la dovuta calma e meditate con attenzione.
Anche per questo costante impegno contro i lobbysti dell'eolico e del fotovoltaico sarà importante partecipare (o assistere in linea) alla XVII edizione della tradizionale Conferenza nazionale sull'efficienza energetica degli Amici della Terra in programma mercoledì e giovedì della settimana prossima a Roma presso il Palazzo Baldassini, che quest'anno è intitolata "Reset delle politiche climatiche europee per una transizione possibile".
Tra le altre reazioni negative all'infelice dossier della Gabanelli, segnaliamo sul Sussidiario l'articolo del prof. Marco Ricotti, ordinario di Impianti nucleari al Politecnico di Milano, non tanto per gli argomenti che tratta, molti dei quali ci sono noti, quanto piuttosto per il fatto che vengono trattati dall'Accademia, e con toni asperrimi, in particolare verso i responsabili dell'informazione distorta dall'ideologia "rinnovabilista". Toni impensabili fino a poco tempo fa per un professore universitario, seppure iper-nuclearista. Significativo del mutamento climatico anche nel linguaggio già il titolo dell'articolo di Ricotti: "Quelle false “rinnovabili” che esistono solo su certi giornali".
Tempus est. Ad maiora!
Alberto Cuppini
