La montagna va in città. A Firenze veglia contro l'eolico al Giogo di Villore

Martedì 19 dicembre il TAR Toscana si pronuncerà sul ricorso al progetto eolico industriale “Monte Giogo di Villore”, che prevede l’installazione di 7 aero-generatori sui crinali appenninici mugellani fra i Comuni di Vicchio (Fi) e Dicomano (Fi). Il Comitato per la Tutela dei Crinali Mugellani (CTCM) – Crinali Liberi propone per lunedì 18 Dicembre una veglia dalle ore 16.30 in Piazza Santissima Annunziata – Firenze sino al giorno 19, giorno del presidio davanti al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) in contemporanea al pronunciamento della sentenza relativa al ricorso. Durante la veglia è prevista musica, interventi teatrali, banchini informativi e mostre fotografiche, cibo e vino, e interventi aperti.

 

 

 

Il 19 dicembre il TAR Toscana si pronuncerà sul ricorso al progetto eolico industriale “Monte Giogo di Villore” che prevede l’installazione di 7 aero-generatori sui crinali appenninici mugellani fra i Comuni di Vicchio (Fi) e Dicomano (Fi).

Il Comitato per la Tutela dei Crinali Mugellani (CTCM) – Crinali Liberi propone per il giorno 18 Dicembre una veglia dalle ore 16.30 in Piazza Santissima Annunziata – Firenze sino al giorno 19, giorno del presidio davanti al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) in contemporanea al pronunciamento della sentenza relativa al ricorso.

I crinali del Monte Giogo di Villore, in continuità con il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, sono un paradiso ecologico. Antiche faggete, zona di impluvi e fonti d'acqua, frequentato da aquile reali e habitat di specie protette quali chirotteri e gamberi di fiume. Una zona di rara biocomplessità faunistica e floreale. Il crinale ė percorso da sentieri escursionistici di pregio.

 

 

L'accesso ai mezzi di cantiere utili alla costruzione dell'impianto eolico industriale oltre a portare devastazione su tutti i fronti, impermeabilizzando i terreni, agendo su zone fragilissime, franose ed altamente sismiche, sarà una delle porte critiche di colonizzazione di tutti i crinali da parte dell'industria eolica.

Il Comitato Crinali Liberi invita a partecipare all’iniziativa e alla sua costruzione sia singoli che collettivi, comitati, associazioni. L’intento è che questo momento di veglia non riguardi esclusivamente il contrasto ad un singolo progetto devastante ma lo inquadri all’interno di una visione della montagna e dell’ambiente ecologico più ampio, in antitesi alla logica estrattivista dominante.

Oggi la montagna, la campagna e tutto il suolo non cementato sono sotto pressione a causa:

  • della necessità di incrementare la produzione elettrica sia eolica, solare o a biomasse,
  • della colonizzazione da parte degli impianti energetici industriali,
  • della paventata riapertura di miniere di terre rare che si uniscono alle cave.

Gli interessi economici spingono all’estrazione da questi luoghi fino all’ultima stilla dell’estraibile: vento, sole, legna, acqua, pietra, metalli... monopolizzandoli, privatizzandoli.

Questo processo avviene grazie alla connivenza che i partiti politici, che si alternano al potere, hanno con le aziende estrattrici, con le banche e le finanziarie, drenando, attraverso l’incremento del debito pubblico, capitali da stornare nelle casse private.

La rapina ai beni comuni e alle risorse collettive prevede solo e sempre grandi opere, cementificazioni, devastazioni territoriali, consumi consistenti di energia, di suolo, di foreste, impoverimento della biodiversità. Tutto questo viene sbandierato dai mezzi di disinformazione statali e privati come la panacea di un progresso inesorabile, falsamente tinto di verde.

Invero i processi di estrattivismo non prevedono il solo accaparramento delle materie prime ma la loro destinazione a valore finanziario, oggetto di speculazione di borsa, rafforzando la rapina in atto dei beni comuni.

Alla collettività restano i disastri ambientali che coinvolgono comunità intere, costi altissimi per accedere ai beni primari, privazione di ambienti naturali e salutari, debito pubblico ed erodimento dei servizi sociali, estraniazione dalle scelte e dal potere decisionale sul presente e sul futuro…

Il Comitato CTCM – Crinali Liberi propone una veglia dove realtà diverse si confrontano e si uniscono per condividere ed immaginare una visione differente e alternativa della montagna. In contrasto al colonialismo estrattivo che prevede lo spopolamento della montagna e della campagna come condizione necessaria della propria esistenza:

  • ripopoliamo la montagna attraverso l’accesso alla terra con logiche agroecologiche difensive del suolo e della biodiversità, baluardo contro gli eccezionali eventi climatici;
  • pratichiamo un turismo lento che sottrae energia al mito dell’esotico e le sue devastanti logistiche, per giungere al cosciente ed amoroso presidio degli ambienti naturali;
  • ripensiamo all’abitare e alle sue organizzazioni come pratica comunitaria autogestita;
  • lottiamo perché i beni comuni restino beni comuni, il denaro pubblico utile ai servizi sociali.

La piana si difende dai monti.

Così forse la comunità umana può salvarsi dal baratro nel quale il capitalismo estrattivista e feudale precipita territori ed esseri viventi.

 

Il Comitato per la Tutela dei Crinali Mugellani (CTCM) – Crinali Liberi

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