Rallentamento in Francia nello sviluppo dell'eolico terrestre. Il primo ministro Lecornu, in un colloquio con la stampa regionale, ha rivelato che il governo investirà fino al 2035, oltre che nel nucleare, "nell'eolico offshore, nel solare fotovoltaico, nell'energia geotermica" e nell'eolico terrestre. Ma quest'ultima fonte energetica "a volte è fonte di conflitti locali, quindi verrà data priorità al repowering dei parchi esistenti con turbine più potenti per evitare l'espansione urbana priva di un piano urbanistico coerente (il cosiddetto "mitage") del paesaggio" (ovvero una dispersione incontrollata di infrastrutture urbane in aree che inizialmente erano rurali).
Dal lancio dell'Agenzia France Presse "Tabella di marcia energetica: Lecornu firmerà il decreto "alla fine della settimana prossima" pubblicato ieri l'altro su France24.com:
"Atteso da due anni e mezzo, il Programma Pluriennale per l'Energia (PPE), tabella di marcia energetica francese fino al 2035, era stato rinviato a causa delle divisioni politiche sulla ripartizione tra fonti energetiche nucleari e rinnovabili.
Questo PPE si sta avviando verso un rallentamento nello sviluppo dell'eolico terrestre e del solare, perchè l'elettrificazione dell'economia – una delle leve per ridurre i combustibili fossili – sta procedendo più lentamente del previsto, secondo il governo.
Lecornu conferma che sei reattori nucleari EPR "saranno inclusi nel PPE e otto supplementari come opzione", in conformità con le promesse fatte dal Presidente Emmanuel Macron a Belfort nel 2022.
Lecornu precisa che il governo investirà anche "nell'eolico offshore, nel solare fotovoltaico, nell'energia geotermica" e nell'eolico terrestre. Ma quest'ultima fonte energetica "a volte è fonte di conflitti locali, quindi verrà data priorità al repowering dei parchi esistenti con turbine più potenti per evitare l'espansione urbana priva di un piano urbanistico coerente (il cosiddetto "mitage") del paesaggio" (ovvero una dispersione incontrollata di infrastrutture urbane in aree che inizialmente erano rurali. NdT).
Traduzione di Alberto Cuppini.
