Stefano Da Empoli (Università Roma Tre): "Appare ormai chiaro anche a osservatori non prevenuti come alla lunga il cosiddetto effetto Bruxelles, cioè l’aver creduto che la regolamentazione fosse la migliore carta a disposizione della Ue per far valere i propri interessi a livello mondiale, si sia ritorto contro noi stessi, sotto il peso della propria ambizione. In realtà è in gran parte l’Europa la fonte dei propri problemi e non c’è dossier che lo illustri meglio del Green Deal".
A proposito dei sempre più frequenti riposizionamenti sul Green Deal (e quindi sul "tutto elettrico" e quindi sull'eolico salvifico) e del suo reflusso, martedì scorso è comparso su Milano Finanza - come un fulmine a ciel sereno - un articolo dal titolo "L’effetto Bruxelles e i disastri del Green Deal".
Lo avrebbe potuto scrivere, con la virulenza che le è abituale da anni per contrastare simili aberrazioni, la Rete della Resistenza sui Crinali.
Lo ha scritto invece Stefano Da Empoli, che insegna Economia Politica all'Università Roma Tre ("Sono presidente dell'Istituto per la Competitività (I-Com), think tank che ho fondato nel 2005, con sedi a Roma e Bruxelles, leader in Italia e in Europa ..."). Finora, le centinaia di "think tank" con sede a Bruxelles (ma chi li paga?) erano tutte entusiasticamente favorevoli al Green Deal, come pure alle altre pervasive regolamentazioni UE per imporre d'imperio Urbi et orbi l'ideologia Esg. Adesso nel testo di Stefano Da Empoli si parla invece di "disastri", "con effetti paradossali e potenzialmente catastrofici".
Ecco alcuni brevi ma significativi passaggi dell'articolo, che si può leggere integralmente (come meriterebbe) dal sito web di Milano Finanza:
"Appare ormai chiaro anche a osservatori non prevenuti come alla lunga il cosiddetto effetto Bruxelles, cioè l’aver creduto che la regolamentazione fosse la migliore carta a disposizione della Ue per far valere i propri interessi a livello mondiale, si sia ritorto contro noi stessi, sotto il peso della propria ambizione...
In realtà è in gran parte l’Europa la fonte dei propri problemi e non c’è dossier che lo illustri meglio del Green Deal... Al di là delle buone intenzioni di partenza con effetti paradossali e potenzialmente catastrofici...
Ci si deve domandare a questo punto se la frenata delle istituzioni Ue sugli effetti più nefasti del Green Deal sia sufficiente e tempestiva. Molti danni sono stati già fatti e altri saranno difficili da disinnescare semplicemente con qualche rinvio o limitandone gli effetti. Una strategia di controllo del danno che tuttavia non ne rimuove le dinamiche. Creando al tempo stesso nuove incertezze."
Parole pesanti come macigni. Sconvolti dalla deindustrializzazione esplosiva del Vecchio Continente e dall'improvviso immiserimento dei popoli d'Europa, i nostri economisti stanno scendendo a precipizio dall'Iperuranio Esg, nel quale hanno vissuto (e prosperato) negli ultimi anni.
Sperando che l'Iperuranio, nel frattempo e nella fiduciosa attesa che cessi il mandato della sciagurata Von der Leyen, non ci crolli sulla testa.
Alberto Cuppini
