La sciagurata presidente della BCE Lagarde, che tanto ha favorito i disastri del "tutto rinnovabili", ha annunciato le proprie dimissioni. Il commissario Ue all'energia Jorgensen, invece, ha indicato la soluzione degli attuali enormi problemi, dopo cinque anni consecutivi di profonda crisi energetica, nel continuare sulla fallimentare strada percorsa finora, ossia "puntare maggiormente sulle energie rinnovabili, favorire l'elettrificazione, sostituire le caldaie a gas con pompe di calore elettriche, e passare dai veicoli a combustione a quelli elettrici". Come se i cittadini Ue immiseriti e incapaci di pagare le bollette potessero spendere le decine di migliaia di euro necessarie. Si rafforza l'acrimonia verso gli "ambientalisti" e "l'ecologismo poetico".
Cominciamo la rassegna stampa del week end con l'attesa buona notizia: la presidente della BCE Christine Lagarde ("l'incapace degli incapaci") se ne va in anticipo. Leggiamo dall'articolo di Nicola Berti sul Sussidiario di venerdì "Lo scandaloso “whatever it takes” di Christine Lagarde":
"L’ora più buia per l’Ue non viene comunque scandita dai veri o presunti “nemici dell’Europa” delle narrazioni mediatiche prevalenti, ma dal nocciolo duro dell’élite eurocratica. Forse soltanto desiderosa di avvelenare i pozzi dell’Unione... questa è “l’Europa europeista” che anche in Italia continua ad avere molti fan."
E Nicola Berti, nel suo corrosivo articolo, non prende neppure in considerazione il motivo principale per il quale noi abbiamo sempre riempito di critiche la Lagarde: il tentativo di imporre i criteri ESG (a cominciare dalle follie dell'European Green Deal e in particolare del "tutto rinnovabili") attraverso la concessione o meno... del credito bancario! A un simile contorcimento del pensiero (a cui la Banca d'Italia si è entusiasticamente adeguata, ma che sarà difficile spiegare alla posterità) finora, nella storia umana, non ci era arrivato mai nessuno.
Madame Foulards d'Hèrmes, inserita per caso - in quanto unica donna in circolazione - prima in un governo francese e da lì ai vertici della BCE, è stato il secondo più chiaro esempio dei danni della micidiale combinazione di quote rosa obbligatorie e conformismo woke (il primo esempio è la presidente della Commissione Ue). Persino il cautissimo Federico Fubini, sull'altrettanto cautissimo - in fatto di quote rosa e wokismo - Corriere della Sera, si è dimostrato sollevato dall'addio:
"Per lei dev'essere una liberazione perchè, da avvocato d'affari e politico di carriera, alla BCE la francese non si è mai sentita nel suo posto naturale..."
Una liberazione anche per tutti noi, perchè in Europa le cose stanno finendo a schifiu.
Così, ad esempio, il titolo dell'articolo, annunciato già in prima pagina dell'autorevole Sole di venerdì: "Con il gas a 100 euro al MWh l'industria non regge, servono misure immediate".
Dalla prima pagina della Verità, invece, abbiamo letto, sempre venerdì, la sobria introduzione "Tanto green, poco gas: in 50 milioni a rischio gelo" dell'articolo di Sergio Giraldo "Bruxelles ammette: il gas costerà troppo. Ma le sue soluzioni spingeranno i rincari".
Troppo facile per Giraldo ridicolizzare il commissario Ue Jorgensen (che è la dimostrazione vivente - e soprattutto parlante - che la colpa dell' "ora più buia dell'Ue" non è solo delle quote rosa). Qui un breve estratto dell'articolo, che vi invito a leggere integralmente dal sito web della Verità:
"Senza volerlo, il commissario certifica il fallimento della politica energetica europea... la combinazione di elettrificazione e produzione a fonte rinnovabile impone altri miliardi in sistemi per stabilizzare la rete, di cui l'Ue non ha mai parlato nelle migliaia di pagine di regolamenti e direttive che riguardano il Green deal. C'è voluto un blackout in Spagna lo scorso anno per portare all'attenzione il fatto che la stabilità della rete dipende dai sistemi di controllo di tensione e frequenza, i quali hanno un costo... Ieri il tetragono Jorgensen ha indicato la soluzione di questi enormi problemi nel continuare sulla fallimentare strada percorsa finora, ossia "puntare maggiormente sulle energie rinnovabili e sull'efficienza energetica, favorire l'elettrificazione, sostituire le caldaie a gas con pompe di calore elettriche, e passare dai veicoli a combustione a quelli elettrici"... Se un cittadino non può permettersi di pagare la bolletta del gas, come può spendere 50.000 euro per un'auto elettrica o 30.000 per una ristrutturazione, o anche solo 5.000 per una pompa di calore?"
Infine, per concludere degnamente questa nostra ennesima catilinaria contro le iperuraniche istituzioni Ue, raccomando la lettura di questa intervista del Sussidiario al mite professor Davide Tabarelli, che testimonia di una crescente diffusa acredine verso gli "ambientalisti" e "l'ecologismo poetico": "Più tasse sul gas. L'ultima follia di Bruxelles mentre le bollette aumentano":
"Vogliono tassare sempre di più le energie fossili, cioè il gas, nella speranza di penalizzarlo e di poter dire che non ci serve, perché produrremo energia elettrica soltanto da fonti rinnovabili. E allora continuiamo pure così: nel quinto inverno consecutivo di profonda crisi, i nostri governanti vanno a Bruxelles e propongono di aumentare ulteriormente i prezzi del gas e le tasse per ragioni ambientali. È veramente sconfortante. Segna una sconfitta gigantesca per coloro che si occupano di economia dell’energia, perché va contro ogni principio di questa disciplina... C’è una nuova bandiera degli ambientalisti, secondo cui si devono ridurre le tasse sull’elettricità e aumentare quelle sul gas. Dimenticano che l’80% dei consumi per il riscaldamento in Italia, come nel resto d’Europa, è legato al gas. Vogliono aumentare il prezzo per spingere i consumatori a passare all’elettrico, alle pompe di calore: anche questo fa parte del loro distacco dalla realtà... Si evitano sempre gli argomenti che non piacciono agli ambientalisti. Del resto, Jørgensen, il commissario europeo all’Energia, e tutta la Commissione li abbiamo votati noi."
Sacrosante parole, in un'Unione dove i cittadini sembrano essersi dimenticati che in democrazia vale il principio della responsabilità degli elettori.
Anche qui raccomando di leggere - sul sito web del Sussidiario - l'articolo dall'inizio alla fine. Soprattutto la fine, considerando che chi scrive tiene sempre a precisare di essere "di sinistra":
"I politici devono rispondere anche ai propri elettori: sono stati eletti da cittadini europei che hanno creduto nelle loro idee. Intanto, i prezzi del gas sono a una quota record da quattro anni e il prezzo all’ingrosso negli USA è un decimo di quello che paghiamo noi... È surreale che il dibattito in Europa vada in un’altra direzione: non c’è rispetto per i milioni di cittadini europei che d’inverno avranno freddo. Sono soprattutto le persone più povere, quelle a basso reddito, che tutta la sinistra avrebbe dovuto difendere. Invece, questa sinistra è contagiata da un ecologismo diffuso e poetico."
Alberto Cuppini
