Come da noi sempre reclamato, ora anche l'Autorità Antitrust, dopo l'Autorità per l'energia, ha assunto una forte posizione - in una sede istituzionale - contro lo scandalo gigantesco dell'occultamento degli incentivi (in media 12 miliardi di euro all'anno nell'ultimo periodo) alle Fer elettriche (in primis a fotovoltaico ed eolico) in bolletta.

Questo stesso argomento era stato in cima ai nostri suggerimenti in occasione della nostra audizione  del novembre scorso davanti alla X commissione Attività Produttive della Camera, non foss'altro perchè esso rappresenta un vulnus intollerabile per una qualsivoglia democrazia parlamentare:

Esiste ancora un grand commis a palazzo Piacentini. Una splendida notizia davvero, dopo tante amarezze e tanta acquiescenza nei confronti dei nuovi boiardi delle rinnovabili elettriche. Lunedì, durante il convegno organizzato dall'Anev per la giornata italiana del vento, sono state pronunciate parole durissime contro i furbacchioni dell’eolico da parte di Luciano Barra, Capo Segreteria Tecnica Direzione Generale del Ministero dello Sviluppo Economico per il mercato elettrico, le rinnovabili e l'efficienza energetica.

Lo apprendiamo dall'articolo di ieri della Staffetta Quotidiana dall'inequivocabile titolo: Eolico, Barra “gela” le associazioni “Sì alle semplificazioni, no alle furbizie.

Lo avevamo previsto.

Dalla Staffetta Quotidiana di giovedì scorso: "Incentivi Fer: aste deludenti".

La balla degli obiettivi Pniec al 2030 delle Fer elettriche senza incentivi (perchè nel 2020, secondo la Strategia Energetica Nazionale del 2017 di Gentiloni e Calenda, il settore avrebbe raggiunto la parità di mercato) è durata lo spazio di un mattino.

Con riferimento all'allarme suscitato dall'articolo del Quotidiano Energia di venerdì scorso Semplificazione Via, spunta la “Commissione tecnica Pniec”, che così sottotitolava: "Proposta PD/Leu. Costa (Minambiente): “Procedura più veloce per le attività che vanno in direzione del Piano”.

"Una “Commissione tecnica Pniec” per velocizzare la procedura di Via delle opere previste dal Piano. La proposta avanzata da PD e Leu compare tra i numerosi emendamenti al DL Rilancio, in particolare il n. 228.15 firmato da Braga, Muroni e Pezzopane. Un’idea che comunque sembra trovare l’appoggio del ministro dell’Ambiente Sergio Costa. “La Via è una soglia di tutela ambientale importante – ha sottolineato in un’intervista rilasciata al Corriere.it in occasione della giornata mondiale dell’ambiente - bisogna tuttavia contingentare i tempi”, ossia immaginare una procedura più veloce “per le attività che vanno in direzione del Pniec”. Costa ha citato come esempi gli impianti fotovoltaici e quelli eolici. Ma nel Piano energia e clima, va ricordato, ci sono anche le centrali a gas per fare fronte al phase-out del carbone."