Lo avevamo previsto.

Dalla Staffetta Quotidiana di giovedì scorso: "Incentivi Fer: aste deludenti".

La balla degli obiettivi Pniec al 2030 delle Fer elettriche senza incentivi (perchè nel 2020, secondo la Strategia Energetica Nazionale del 2017 di Gentiloni e Calenda, il settore avrebbe raggiunto la parità di mercato) è durata lo spazio di un mattino.

Facciamo riferimento all'articolo di ieri a cura di Energy Advisors sul Quotidiano Energia "Borse elettriche ancora in profondo rosso. E si affaccia il nodo congestioni", che sottotitolava:

"Prosegue il calo di consumi e prezzi in tutta Europa (in Italia Pun -9%, ai minimi storici). Overcapacity e overgeneration creano i primi problemi di rete, soprattutto in Germania".

 

Peggiora dunque la già grave situazione descritta nel recentissimo post sul sito della Rete della Resistenza sui Crinali "Il virus svela in anticipo i disastri di un sistema elettrico incentrato su eolico e fotovoltaico".

Leggiamo le conclusioni dell'articolo del Quotidiano Energia:

 

Il professor Phil Purnell dell'Università di Leeds che guida il gruppo di ricerca Resource Recovery from Waste, Recupero delle Risorse dai Rifiuti, ha spiegato come le attività di riciclaggio, attualmente poco sviluppate del Regno Unito, potrebbero risparmiare circa 60 milioni di tonnellate di anidride carbonica (CO2) all'anno, evitando la necessità di estrarre materie prime con il potenziamento delle attività estrattive o l’apertura di nuove miniere oltre agli impatti ambientali che queste attività comportano.

 
Si legga a proposito anche l’allegato: un capolavoro di ipocrisia buonista.
Siamo allo sbando.
Il GSE (ovvero lo Stato italiano), in occasione della drammatica emergenza del Coronavirus (che presto diventerà, oltre che sanitaria ed economica, anche finanziaria e fiscale) chiede una misericordiosa elemosina per la Protezione Civile ai furbacchioni del FTV ai quali esso stesso negli ultimi anni ha elargito (e continua imperterrito ad elargire, almeno fino al 2031) mediamente 6,5 MILIARDI di euro di incentivi all’anno per produrre il 6% dell’elettricità consumata in Italia.
 
 
Ricordo che il GSE (ripeto: lo Stato italiano) ha scialacquato finora complessivamente oltre 230 MILIARDI per i soli incentivi alle FER elettriche.
Se questi stessi 230 miliardi (cioè oltre il 13% del PIL annuale dell’Italia prima della crisi), anzichè essere sperperati in pannelli, pale ed altre schifezze non solo inutili ma persino dannose per la lotta contro le emissioni globali clima-alteranti, fossero a disposizione oggi degli italiani in difficoltà, i problemi economici derivati dal lockout potrebbero essere affrontati con assoluta serenità.
 
 
Alberto Cuppini
 
 
 

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