Il tribunale amministrativo di Nantes riconosce che la loro presenza riduce il valore di un immobile.
Avere turbine eoliche vicino a casa riduce necessariamente il valore della proprietà. Queste prove, che le autorità fiscali si rifiutano di ammettere, sono state riconosciute per la prima volta dai tribunali.

In una sentenza che diventa definitiva, la corte amministrativa di Nantes riconosce che le turbine eoliche installate vicino a una casa nel Maine e nella Loira hanno ridotto il suo valore.
Per coloro che combattono la creazione di impianti eolici questa decisione è una vittoria che consentirà loro di bloccare i progetti futuri o di ottenere compensazioni.

Bernadette Kaars Sijpesteijn, proprietaria della casa, che ha avviato l'azione legale, riferisce: "È come se ci fosse una lavatrice che lavora sempre in giardino."
L'azienda tedesca, che ha installato quattro turbine eoliche a 850 metri dalla loro casa nel 2017, aveva ignorato la loro richiesta di risarcimento stragiudiziale.

L'articolo su Le Figaro.

Sullo stesso tema: Prezzi bassi per benefici globali : il caso delle turbine eoliche

Di fronte al progetto di installare sullo spartiacque appenninico una centrale eolica industriale, con turbine di acciaio e vetroresina alte 150 metri o più, presentato da AGSM Verona Spa e in esame presso la Regione Toscana, rilanciamo volentieri la civile, sensata e più che condivisibile presa di posizione del Club Alpino Italiano regionale, nella persona del suo Presidente regionale, Giancarlo Tellini.

La potete leggere qui.
 
Si fatica a non condividere la richiesta di "decisioni che valorizzino il nostro territorio", "orientate a migliorare la qualità dell’ambiente montano", tali da "risolvere i gravi problemi idrogeologici, garantire la stabilità dei versanti e agevolare la qualità della vita delle future generazioni". Tellini sottolinea che la montagna già sconta "anni d’abbandono o di scarsa attenzione", che "hanno determinato gravi danni" per i quali "è arrivato il momento di rimediare con soluzioni virtuose", e che l’emergenza climatica, di cui la montagna è "vittima" già di per sé, "non deve essere un pretesto per ogni e qualsiasi tipo di soluzione". O presunta tale.
 
 

La rete elettrica sta diventando sempre meno affidabile a causa della crescente dipendenza dal vento e dal solare, che non possono fornire energia 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana.

 

di The Editorial Board di Milanofinanza.it, traduzione dell’articolo “A Deep Green Freeze” dal The Wall Street Journal.

Quando è troppo è troppo. Nell'articolo del 19 febbraio Green bubble warnings grow as money pours into renewable stocks, anche il contegnoso Financial Times, il quotidiano della City, esplicita ciò che sui mercati appariva già chiaro a tutti: c’è una bolla legata al settore delle rinnovabili.

Mauro Bottarelli sul Sussidiario di oggi, nell'articolo "La bolla verde che dagli Usa arriva a Beppe Grillo", riprende l'articolo del FT e lo accosta sia allo strano silenzio dei media internazionali sul "fallimento totale dell'eolico" nel blackout in Texas sia alle più recenti miserie della politica di casa nostra. 

Raccomando di leggere l'articolo del Sussidiario dall'inizio alla fine, ricordando con Mauro Bottarelli che

"quando il Financial Times, i cui inserzionisti hanno certamente forti interessi nel comparto, arriva a parlare chiaramente di green bubble, vuol dire che il limite è stato ampiamente superato".

 

È una decisione piuttosto nuova. La prefettura di Orne ha ordinato uno stop temporaneo al parco eolico di Heatour, vicino a L'Aigle, perché sta facendo troppo rumore. Da quando due anni fa sono state commissionate turbine eoliche su campi che si affacciano sul villaggio, i residenti si sono lamentati dell'acufene e del rumore insopportabile che impedisce loro di dormire. Gli studi acustici, condotti dal settembre 2019, confermano che il rumore è maggiore del volume acustico consentito.
L'operatore del parco eolico, Voltalia, dovrà smettere di far funzionare i suoi rotori entro 24 ore dalla pubblicazione del decreto prefettizio, che dovrebbe essere pubblicato entro pochi giorni. Contattata, l'azienda riconosce che "gli studi acustici effettuati riportano occasionali emergenze sonore. Sono oggetto di studi e azioni che abbiamo intrapreso finora con l'obiettivo di garantire la conformità del parco eolico."
Voltalia spera, dopo un nuovo studio condotto da un esperto nominato dalla prefettura, di poter riprendere il funzionamento del parco. Come afferma il vice prefetto Christine Royer, "il riavvio sarà possibile solo dopo il completamento di una perizia di terze parti, per esaminare le misure correttive da a mettere in atto, che sono un prerequisito per la ripresa di questo parco eolico". In altre parole, il rumore delle turbine eoliche deve essere ridotto, altrimenti il parco potrebbe non riavviarsi mai.
 

 
Per chi vuole approfondire:

Pagina 1 di 4