L'intervento del presidente della Repubblica ferma l'emendamento del M5S per ridurre le sanzioni a chi incassa gli incentivi sulle rinnovabili violando le regole.

 

Bloccato nel modo più inaspettato il colpo di mano grillino, da noi denunciato, a favore dei "furbetti del pannellino".

Riconosciamo, oltre alla nostra profonda soddisfazione e alla gratitudine al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il nostro sconcerto e le nostre difficoltà. Non è frequente riportare per i nostri lettori una buona notizia dai Palazzi romani e ci rendiamo conto, dopo tanti anni, di essere diventati del tutto disavvezzi a commentarle. Affidiamoci allora alla stampa nazionale.

"Ieri la presidenza di Palazzo Madama ha dichiarato inammissibili diversi emendamenti approvati dalle commissioni Affari Costituzionali e Lavori Pubblici, sembra su pressioni del Quirinale, critico sull'allargamento a dismisura del provvedimento. Per quanto approvate dalle commissioni referenti, saltano tra l'altro la sanatoria sulle sanzioni Gse, le semplificazioni per la geotermia" (anche in questo caso: meno male! Ndr), eccetera eccetera.

Questo è quanto si leggeva lo scorso 29 gennaio nell'articolo della Staffetta Quotidiana dal titolo "DL semplificazioni, salta la sanatoria Gse". 

E ancora, dall'articolo del Sole del 28 gennaio a firma Nicola Barone "Dl Semplificazioni al Senato, tagliati 62 emendamenti": "Dunque strada bloccata per i quasi 90 emendamenti... che hanno portato il decreto a essere una sorta di "omnibus". A quanto si è appreso da fonti parlamentari la decisione sarebbe maturata nella maggioranza dopo l'indicazione informale da parte del Quirinale che la disomogeneità delle norme avrebbe potuto non avere la firma del presidente della Repubblica".

Ancor più esplicita la Staffetta, che parlava senza mezzi termini di "dubbi sulla costituzionalità": "Secondo le ricostruzioni della stampa, avrebbe indirizzato verso questa scelta lo stesso presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il Quirinale avrebbe fatto pervenire i suoi dubbi sulla costituzionalità del provvedimento".

E dunque, proseguiva l'articolo sul Sole, 

"Non è passata neanche la cosiddetta "sanatoria sulle rinnovabili" che riduce il taglio dell'incentivo che il Gse può disporre in caso di violazione delle regole (attualmente compresa tra il 20 e l'80 per cento a seconda dell'entità della violazione), fissandola tra il 10 e il 50%".

Aggiungiamo, per una valutazione politica da parte dei comitati e delle associazioni contrarie agli eccessi speculativi e alle illegalità sulle rinnovabili elettriche, che questo emendamento per la sanatoria alle rinnovabili, approvato e poi dichiarato inammissibile dalla presidente del Senato Casellati, è stato rubricato come 3.0.15 (testo 2) e porta le firme dei Senatori Patuanelli (capogruppo M5S al Senato), Grassi (M5S), Santillo (M5S), Puglia (M5S), Turco (M5S) e Girotto (M5S presidente della commissione Industria del Senato).

Ora teniamo la guardia alta per evitare che questo - o un analogo - sotterfugio sia riproposto in altra forma o in altra sede.

Alberto Cuppini