Accogliamo il grido di angoscia che giunge dal Mugello: "Non riusciamo a farci una ragione di alcuni comportamenti da noi rilevati durante il procedimento amministrativo che deve decidere sul progetto di impianto eolico “Monte Giogo di Villore”, e decidere quindi il destino del nostro territorio e della nostra comunità". Sembra proprio che della fruizione lenta, del paesaggio toscano, delle foreste dell'Appennino, delle specie protette, dei torrenti che nascono dai serbatoi d'acqua del crinale, dell'acqua stessa, agli Enti che partecipano alla Conferenza dei Servizi non interessi proprio un bel niente, e che il crinale stesso sia destinato a diventare una rombante area industriale deserta di operai.

Crinale appenninico del Giogo di Villore visto dal Belvedere della Capanna del Partigiano presso il Monte Lavane a 1207 mslm

 

Ultimamente, da Mugello e Valdisieve si vedono cose di cui non ci si riesce a fare una ragione.

La Conferenza dei Servizi che deve decidere sul progetto di impianto eolico “Monte Giogo di Villore”, presentato da AGSM Verona Spa, e decidere quindi il destino del nostro territorio e della nostra comunità, era convocata martedì 20 aprile scorso. Ma ci risulta che sia stata rinviata, più o meno all'ultimo momento.
Eppure erano ormai trascorse cinque settimane dall'incontro precedente. Certo, può accadere. Nel frattempo la cronaca non ci ha certo annoiati, e non solo a livello locale. Ma già ci era poco chiaro il motivo per cui, dal Veneto, si vengono a investire decine di milioni di euro sul vento della Toscana. Anche perché, dal sito del GSE  risulta che, nel Veneto, la media delle ore di funzionamento degli impianti eolici è più alta che in Toscana, dove però la produzione eolica, già oggi, è tredici volte superiore. In altre parole: gli impianti eolici nel Veneto, pur non avendo ancora infestato i crinali, sono più produttivi, ma se ne installano meno, al punto che lassù il vento è 13 volte meno sfruttato. Allora, con tutte le praterie eoliche che dice di voler sfruttare, cosa spinge una municipalizzata del Veneto ad andarle a cercare in un territorio diverso dal proprio? Perché non comincia da un luogo dove le praterie eoliche ancora da conquistare sono molte di più, e anche più fertili?

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Parchi eolici nell'Appenino

Mappa interattiva delle installazioni proposte ed esistenti